Passa ai contenuti principali

Tesla pronta per l'S&P 500. Assisteremo a un 1000% di rialzo nel 2020?

(If you are looking for the English version, please click here Tesla ready for the S&P 500. Will we assist to a 1000% gain in 2020?)

Tesla, l'azienda produttrice di auto elettriche e tecnologie per energia rinnovabile, ha appena riportato i risultati del secondo trimestre 2020.

Il gioiellino di Elon Musk, secondo le stime compilate da Refinitiv, ha riportato il suo quarto trimestre consecutivo di redditività su base GAAP, il che significa che ora può essere considerato per l'inclusione nell'indice S&P 500. 

In questo periodo dell'anno scorso, le azioni di Tesla venivano scambiate intorno ai 260 dollari ad azione. Oggi hanno chiuso a oltre 1,500 dollari ad azione. Questa crescita di prezzo, a dir poco stupefacente, ha reso l'azienda la casa automobilistica più grande negli Stati Uniti per capitalizzazione di mercato. Un incremento di prezzo vertiginoso, supportato dai numeri di produzione e consegna dei veicoli del secondo trimestre 2020 migliori del previsto.

In particolare, Tesla pare abbia riportato profitti per 2.18 centesimi di dollaro ad azione contro 3 centesimi previsti. Ma anche ricavi 6.04 miliardi di dollari contro i 5,37 miliardi di dollari previsti.

Mentre da un lato abbiamo assistito alla prestazione stellare delle azioni, e probabilmente assisteremo a ulteriori forti rialzi, soprattutto in vista del potenziale inserimento di Tesla nell'indice S&P 500, certe incognite incombono sul futuro dell'azienda. In particolare, i dubbi su una domanda per i suoi veicoli che potrebbe risultare debole, data la natura ciclica del settore auto e le deteriorate condizioni macroeconomiche  sia Statunitensi che mondiali.

Altro fattore da considerare e che potrebbe pesare avere effetti catastrofici sui recenti investitori, è il cosiddetto "short squeeze". 

Lo short squeeze, che si verifica a causa delle speculazioni di mercato, è un fenomeno che influenza il prezzo di un titolo al rialzo. Quando un titolo è venduto allo scoperto, sperando quindi di ottenere un guadagno dal crollo di quel titolo, se le cose non vanno come sperato, si è costretti a chiudere la posizione, sia il motivo la mancanza di liquidità sufficiente a coprire l'eventuale perdita, e quindi chiusura forzata da parte del broker, sia il motivo la volontaria decisione di limitare le perdite. Quando il crollo del titolo non si verifica e si chiude una posizione di vendita allo scoperto, ciò che si verifica è l'acquisto del titolo al prezzo di mercato, quindi una ulteriore spinta verso l'alto del prezzo.

Lo short squeeze è un fenomeno da non sottovalutare nella recente performance delle azioni Tesla. Infatti, Tesla è al momento il titolo più venduto allo scoperto della storia, con un valore complessivo delle azioni vendute allo scoperto intorno ai 20 miliardi di dollari. Per mettere questo dato in prospettiva, basti pensare che ieri, prima dell'annuncio dei risultati del secondo trimestre 2020, la capitalizzazione totale di Tesla eguagliava 295 miliardi di dollari, mentre un anno fa era di circa 50 miliardi di dollari.

Per concludere con un nostro parere sul titolo, citiamo il sempre opportuno dogma di Warren Buffett “fearful when others are greedy, and greedy when others are fearful.”, che significa: investi quando i prezzi sono bassi e tutti hanno paura di investire; non investire quando i prezzi sono alti e tutti stanno acquistando. 

Commenti